Capita ad ogni atleta che prepara una gare importante (non imortante in senso generale, anche una partita di ping pong è importante se chi la deve giocare ci punta tantissimo). Mi è capitato ogni volta anche nel mio passato da canottiere, durante la preparazione di ogni campionato italiano.
Arriva il momento in cui la stanchezza (fisica e mentale), dovuta al fatto di essere alla dodicesima settimana di allenamenti, fa crollare tutte le certezze e inizi a sbroccare. A pensare che non ce la farai, non solo a centrare l’obiettivo, ma nemmeno ad arrivare in fondo alla gara.
E’ quello che è successo anche a me in questi giorni: gli allenamenti che non finivano mai, l’impressione di andare un buon ritmo puntualmente tradita dall’impietoso cronometro, le forze che abbandonano nel bel mezzo dell’allenamento, i crampi che ti costringono a fermarti.
Fortunatamente, questa fase, la “Fase Paranoia”, arriva e se ne va (santa settimana di scarico pre-gara) e l’ultimo test è andato piuttosto bene: 10 km in piena media gara senza troppa fatica.
L’obiettivo più realistico, al momento, sembra essere quello di chiudere in 1 ora e 40’. Se fosse qualcosa in meno, sarebbe grasso che cola. Se fosse qualcosa in più, pace e amen e mi sono divertito.
Mancano 6 giorni alla gara. Sto bene (meglio di come stavo una settimana fa, in piena Fase Paranoia). Non mi resta che fare quello che ho sempre fatto da una vita: mettere un piede davanti all’altro, uno alla volta. Devo solo farlo per 21 km.
Effettivamente, il programma che sto seguendo prevede che in questo periodo si lavori di più sulla velocità che sulla resistenza.
Ed effettivamente ho abbassato i miei migliori tempi sugli 8 e 9 km.
Ma ieri sono andato a Zinasco Vecchio a fare la prima corsa lunga della preparazione (doveva essere un tracciato di 19 km, che poi si è dimostrato in realtà più breve) e mi mancano completamente gli ultimi 11 chilometri di gara. Più del 50%. Non benissimo.
Probabilmente è anche normale e con gli allenamenti lunghi dei prossimi giorni recupererò anche un po’ di resistenza.
Mettiamoci anche che non sono abituato a correre sullo sterrato e che a Zinasco avrò fatto sì e no 2 chilometri di asfalto. Però la cosa mi preoccupa un pochino…
Vedremo…

(…è ufficiale: odio lo stramaledetto sterrato…)
Giovedì 22 dicembre alle 19:30 corro qui. ci si iscrive portando un panettone. I panettoni raccolti andranno alla Caritas per il Natale dei poveri.