Interista, runner e blogger. Project Manager e Social Media Analyst per Zodiak Active. In love with @lale_87. La culpa l'è la mìa.

La “Fase Paranoia”

Capita ad ogni atleta che prepara una gare importante (non imortante in senso generale, anche una partita di ping pong è importante se chi la deve giocare ci punta tantissimo). Mi è capitato ogni volta anche nel mio passato da canottiere, durante la preparazione di ogni campionato italiano.

Arriva il momento in cui la stanchezza (fisica e mentale), dovuta al fatto di essere alla dodicesima settimana di allenamenti, fa crollare tutte le certezze e inizi a sbroccare. A pensare che non ce la farai, non solo a centrare l’obiettivo, ma nemmeno ad arrivare in fondo alla gara.

E’ quello che è successo anche a me in questi giorni: gli allenamenti che non finivano mai, l’impressione di andare un buon ritmo puntualmente tradita dall’impietoso cronometro, le forze che abbandonano nel bel mezzo dell’allenamento, i crampi che ti costringono a fermarti.

Fortunatamente, questa fase, la “Fase Paranoia”, arriva e se ne va (santa settimana di scarico pre-gara) e l’ultimo test è andato piuttosto bene: 10 km in piena media gara senza troppa fatica.

L’obiettivo più realistico, al momento, sembra essere quello di chiudere in 1 ora e 40’. Se fosse qualcosa in meno, sarebbe grasso che cola. Se fosse qualcosa in più, pace e amen e mi sono divertito.

Mancano 6 giorni alla gara. Sto bene (meglio di come stavo una settimana fa, in piena Fase Paranoia). Non mi resta che fare quello che ho sempre fatto da una vita: mettere un piede davanti all’altro, uno alla volta. Devo solo farlo per 21 km.

Asfalto I love you

Effettivamente, il programma che sto seguendo prevede che in questo periodo si lavori di più sulla velocità che sulla resistenza.

Ed effettivamente ho abbassato i miei migliori tempi sugli 8 e 9 km.

Ma ieri sono andato a Zinasco Vecchio a fare la prima corsa lunga della preparazione (doveva essere un tracciato di 19 km, che poi si è dimostrato in realtà più breve) e mi mancano completamente gli ultimi 11 chilometri di gara. Più del 50%. Non benissimo.

Probabilmente è anche normale e con gli allenamenti lunghi dei prossimi giorni recupererò anche un po’ di resistenza.

Mettiamoci anche che non sono abituato a correre sullo sterrato e che a Zinasco avrò fatto sì e no 2 chilometri di asfalto. Però la cosa mi preoccupa un pochino…

Vedremo…

(…è ufficiale: odio lo stramaledetto sterrato…)

Built is a Tumblr theme designed by Sam Stefan.