Come arrivo alla Via Francigena Half Marathon? La mia seconda mezza maratona.
Bha…sensazioni contrastanti. Fisicamente mi sembra di star bene. Non dico che sono pompato a mille, ma che sono cautamente tranquillo sul mio stato di forma.
Mentalmente sto uno straccio (sportivamente parlando, eh…). Allenarsi su lunghe distanza mi sta costando parecchie energie mentali e ho bisogno di staccare, fare qualcosa di diverso (ed è quello che ho in programma di fare dopo la gara di domani, ma per questo c’è tempo, prima la gara).
Sono stanco mentalmente anche perchè la “stagione” volge al termine e alle spalle ho diverse centinaia di chilometri percorsi. A partire dalla preparazione della Corripavia dell’ottobre scorso, che poi non ho fatto per l’infortunio al ginocchio, la mezza di Piacenza a marzo (i miei primi 21km) e adesso Vercelli. E’ stato un lungo percorso e non mi sono allenato così tanto dai tempi in cui ho lasciato il canottaggio, ormai 6 anni fa.
Per cui domani ho intenzione di godermi questi 21 km, di correrli bene e senza troppi pensieri. L’obiettivo è quello di migliorare il mio tempo precedente (1:41:09), tutto ciò che verrà in più sarà grasso che cola e anche tutto ciò che verrà in meno sarà comunque ben accetto. Poi da lunedì si cambia registro.
E niente…sta capitando di nuovo. Come due mesi fa: è arrivata la fase “Paranoia”.
E’ andato tutto bene fino alla staffetta della Milano City Marathon, poi puff…mi sono sgonfiato. Magari è solo un po’ di stanchezza, ma sta di fatto che nelle ultime due settimane non sono mai riuscito a tenere un passo come si deve per più di 40 minuti (un po’ pochi se l’obiettivo sono 21 km).
Sabato ho fatto la prima delle due prove in programma sui 18 km prima della gara. Un disastro. Un po’ per il caldo (già, tra un nubifragio e l’altro, sabato c’erano 25°), un po’ per le gambe che non si decidevano ad andare. Era quasi una consolazione pensare che sarebbe stato una delle ultime sedute di fondo prima della pausa estiva. E fare di questi pensieri non è mai una bella cosa. Specialmente quando domenica dovrò fare la seconda prova.
Avrei bisogno di correre e fare km, ma nemmeno di affaticarmi troppo (e poi sta diluviando di nuovo). Dovrei perdere un paio di chili, ma sto mangiando l’impossibile.
Va bhe…alla gara mancano 20 giorni (a proposito, sarà ufficialmente la Via Francigena Half Marathon), ho ancora una prova sulla distanza e poi spero di rigenerarmi durante la fase di scarico. Se riuscissi a ritrovare la forma di un mese fa, il muro dell’ora e 40 sarebbe alla mia portata. Sperem…
Già le vedo le facce dei miei colleghi e della mia ragazza solcate da un sorriso compiaciuto di fronte a questa mia ammissione.
Io che ho sempre caldo, che il ventilatore in ufficio è accesso da febbraio a novembre, che l’aria condizionata a luglio non è solo un comfort ma una religione, che tra i 40° estivi e il freddo eccezionale di quest’inverno a -14° preferisco senza ombra di dubbio il freddo.
Il fatto è che al 20 aprile, con 8° scarsi e la pioggia battente che rompe da ormai più di dieci giorni, fa freddo. Fa freddo e non passa più. Fa freddo e sono preoccupato.
Preoccupato non tanto perchè ho l’influenza da una settimana e non guarisco, non tanto per i 18km in programma domenica da fare molto probabilmente sotto la pioggia.
Sono preoccupato perché siamo al 20 aprile e alla RunINComo (13 maggio) mancano 3 settimane e spiccioli e da qui a 3 settimane il tempo, molto probabilmente virerà da freddo e piovoso a caldissimo nel giro di pochi giorni, passando da 10° a 25° senza darmi il tempo di abituarmi. Che sì, ok è una figata, la bella stagione e bla bla bla, ma se devi correre per 21 km a 4’ e 45” al km, uno sbalzo così potrebbe rivelarsi problematico.
Per la RunINComo, considerando il Pizzo (50 mt. di dislivello da fare due volte), il vento (che @ilbeste mi ha detto esserci sempre), l’influenza di questi giorni e lo sbalzo di temperatura, le premesse non sono delle migliori.
Alle brutte mi farò una passeggiata lungo lago.
[Sto valutando di rinviare il tutto di una settimana, abbandonando l’idea della RunINComo per buttarmi sulla via Francigena Half Marathon di Vercelli: più piatta, più veloce e con una settimana in più di tempo per abituarmi alle prossime temperature.]
In pratica mancava solo l’ufficialità del mio blog:
La mia prossima mezza maratona sarà la RUNinCOMO programmata per il 13 maggio.
Un bel percorso, praticamente tutto lungo lago, con un giro di boa all’estremità:

La particolarità di questo percorso è che nel mezzo, all’altezza di Pizzo, c’è un dislivello di 40 metri da fare sia all’andata che al ritorno. Sarà abbastanza problematico non farsi segare le gambe da questa salita, specialmente al ritorno (sarà al 15esimo km).

La preprazione è già iniziata (sono in piena fase “poca strada, tanta velocità”, ma questa domenica ho già una prova sui 18km).
La preparazione a questa gara passerà anche dalla staffetta alla Milano City Marathon (a cui dedicherò un post a parte).
Obiettivi. La mia prima mezza maratona, a Piacenza, l’ho chiusa in 1h 41’ e 10”, per cui tutto ciò che sta al di sotto di questo tempo, va stra-bene.
Sì, ho ritardato un po’ a scrivere questo post. Non so, ho voluto un po’ disintossicarmi. L’abbuffata di corsa di domenica, dopo tutta la preparazione…uff…come dover parlare di cibo dopo il cenone di capodanno.
La mia prima mezza maratona. Placentia Half Marathon. 1h 41’ 09” (tempo ufficiale).
Soddisfattissimo. Cioè…diciamo che più passano i giorni e più sono soddisfatto, ma lì per lì, subito dopo la gara mi sono quasi incazzato. Ma vado con ordine.
Partenza della gara. Sono un po’ indietro nel gruppo dei partenti. Si parte senza griglie, per cui i primi 3 chilometri li passo facendo lo slalom tra gente che va palesemente più piano di me (intendo anche signori anziani, che sono venuti a farsi la camminata). Potrei tranquillamente dire che nei primi 3 chilometri ho corso in realtà per 3 chilometri e trecento metri.
Da lì in avanti riesco a prendere un passo più o meno decente, ma il cronometro mi dice che sono già in ritardo sugli obiettivi e inizio a spingere. Forse più di quanto dovrei.
Il momento migliore è tra il settimo e il decimi chilometro, dove giro a un passo di 4’ e 30” al chilometro. Al tredicesimo mi costringo a calare, altrimenti rischiavo di non arrivare in fondo. Dal diciassettesimo in avanti ho perso anche la lucidità mentale, tanto da non riuscire più a calcolare ritmi e passo.
Arrivato alla fine, vedo che non sono riuscito a stare sotto l’1h e 40’ per un minuto e spiccioli, sento di aver perso un’occasione e mi arrabbio. La partenza rallentata mi brucia ancora. Poi penso che è la prima volta che corro per 21 chilometri di fila, che mi sono divertito e che quell’ora e quarantuno è davvero volata.
La cosa più bella è stata ovviamente il clima della gara, la gente, sapere che è una competizione, ma non la tensione del confronto con gli altri, solo con se stessi. E sapere che in ogni caso sarebbe stata vittoria.
Dopo questa settimana di riposo sono pronto a ripartire. Mi serve solo un calendario.

Grazia a Marchino e Luca per il supporto, grazie ad Alessandra per tutto.
Capita ad ogni atleta che prepara una gare importante (non imortante in senso generale, anche una partita di ping pong è importante se chi la deve giocare ci punta tantissimo). Mi è capitato ogni volta anche nel mio passato da canottiere, durante la preparazione di ogni campionato italiano.
Arriva il momento in cui la stanchezza (fisica e mentale), dovuta al fatto di essere alla dodicesima settimana di allenamenti, fa crollare tutte le certezze e inizi a sbroccare. A pensare che non ce la farai, non solo a centrare l’obiettivo, ma nemmeno ad arrivare in fondo alla gara.
E’ quello che è successo anche a me in questi giorni: gli allenamenti che non finivano mai, l’impressione di andare un buon ritmo puntualmente tradita dall’impietoso cronometro, le forze che abbandonano nel bel mezzo dell’allenamento, i crampi che ti costringono a fermarti.
Fortunatamente, questa fase, la “Fase Paranoia”, arriva e se ne va (santa settimana di scarico pre-gara) e l’ultimo test è andato piuttosto bene: 10 km in piena media gara senza troppa fatica.
L’obiettivo più realistico, al momento, sembra essere quello di chiudere in 1 ora e 40’. Se fosse qualcosa in meno, sarebbe grasso che cola. Se fosse qualcosa in più, pace e amen e mi sono divertito.
Mancano 6 giorni alla gara. Sto bene (meglio di come stavo una settimana fa, in piena Fase Paranoia). Non mi resta che fare quello che ho sempre fatto da una vita: mettere un piede davanti all’altro, uno alla volta. Devo solo farlo per 21 km.
La corsa non è fatta soltanto di lunghe passeggiate nelle prime assolate e tiepide mattine di aprile, o di scampagnate sulle colline nelle domeniche di maggio.
La corsa è fatta di tanti chilometri nelle ore centrali delle fredde giornate di gennaio e febbraio.
E’ questa secondo me la differenza tra chi corre per hobby e chi corre perché è nato per non stare mai fermo.
Se in questi giorni di freddo eccezionale a tutte le latitudini avete incontrato qualcuno per strada con scarpe da running e tutine aderenti, bhè, non si tratta di matti sciroccati che per vanità sfidano temperature siberiane per buttare giù la pancetta. Loro sono i veri runner. Bhè, posso dire, noi siamo i veri runner.
La settimana scorsa (venerdì e domenica) mi sono immerso nella aria fredda di questo periodo per portare avanti la mia preparazione alla mezza maratona di Piacenza. Venerdì ho corso per un’ora a una temperatura che non è mai salita sopra ai -5°, mentre domenica è stata quasi un’ora e 15 minuti a una temperatura solo di un paio di gradi superiore.
Come è stato? Fantastico. Venerdì è stata la prima giornata di sole dopo una copiosa nevicata e il sole riflesso dalla neve era veramente abbagliante. Domenica, correndo nella campagna attorno al Po ho avuto modo di vedere scorci che conosco da quando sono nato, ma che la neve ha reso insospettabilmente belli.
Prestazioni? Ottime. Venerdì ho fatto i miei migliori 12 km senza quasi nemmeno fare fatica, mentre domenica sono riuscito a tenere un buon passo per tutto il tempo.
Domani mattina mi aspettano 18 km, a una temperatura prevista di -2°. Non vedo l’ora.

Effettivamente, il programma che sto seguendo prevede che in questo periodo si lavori di più sulla velocità che sulla resistenza.
Ed effettivamente ho abbassato i miei migliori tempi sugli 8 e 9 km.
Ma ieri sono andato a Zinasco Vecchio a fare la prima corsa lunga della preparazione (doveva essere un tracciato di 19 km, che poi si è dimostrato in realtà più breve) e mi mancano completamente gli ultimi 11 chilometri di gara. Più del 50%. Non benissimo.
Probabilmente è anche normale e con gli allenamenti lunghi dei prossimi giorni recupererò anche un po’ di resistenza.
Mettiamoci anche che non sono abituato a correre sullo sterrato e che a Zinasco avrò fatto sì e no 2 chilometri di asfalto. Però la cosa mi preoccupa un pochino…
Vedremo…

(…è ufficiale: odio lo stramaledetto sterrato…)
All’inizio del 2011 mi ero posto due buoni propositi: finire l’università e correre la mia prima mezza maratona.
L’università, in un certo senso, l’ho finita: diciamo che gli studi sono sospesi a tempo indeterminato.
La prima mezza maratona non l’ho corsa, ma ci sono andato molto vicino (infortunio a poche settimane dallo start).
Podisticamente è stato comunque un’annata più che soddisfacente: già il solo fatto di tornare allo sport agonistico dopo 4 anni per me è un sogno che si realizza.
Per il 2012 non mi pongo particolari obiettivi. Se non quello di riuscire ad allenarmi con continuità e serietà, evitando il più possibile gli infortuni e facendo almeno 4 mezze maratone, per arrivare al 2013 pronto per affrontarne una intera.
Comunque l’anno non poteva iniziare meglio, il primo allenamento l’ho fatto il 3 gennaio mattina, e la location è stata il lungo Senna di Parigi: partito da Boulvard Magenta e sceso fino in fondo a Rue de Fauburg Saint Martin, ho piegato a destra in Quai de la Magisserie, ho continuato in Quai de Mitterand fino quasi a Place de la Concorde. E’ una figata! Certo, un po’ fastidioso dover interrompere continuamente il passo per via dei frequentissimi semafori, ma è una corsetta che raccomanderei a qualunque runner.
Se riuscirò un giorno a correre qualche maratona, una di queste sarà sicuramente a Parigi.
Giovedì 22 dicembre alle 19:30 corro qui. ci si iscrive portando un panettone. I panettoni raccolti andranno alla Caritas per il Natale dei poveri.
Dopo i primi 42 chilometri di allenamento potrebbe essere ora di fare un primo check, per capire come si sta e se si è pronti a fare sul serio.
In questi primi allenamenti di preparazione alla mezza maratona di Piacenza, ho svolto allenamenti brevi di 5 o 9 km, con un rendimento abbastanza altalenante (tra i 5’ e i 5’ e 30” al km). Ho alternato allenamenti in cui mi sentivo il più cazzuto dei runner, ad autentici calvari in cui ho pensato di appendere le scarpe al chiodo.
La colpa e del lungo periodo di stop (o di allenamento incostante) dovuto alla tendinite. Con il tempo passerà.
Da oggi si inizia a lavorare sulla velocità: aumenterà sensibilmente il numero di chilometri percorsi a settimana, ma soprattutto la velocità dovrà essere diversa: dovrò stabilizzarmi sotto ai 5’ al chilometro e con il tempo lavorare su un passo vicini ai 4’ e 30”.

Ho deciso di provare a tenere aggiornato una volta per tutte questo Tumblr.
Proverò ad usarlo come un diario in cui racconterò le varie tappe della mia preparazione alla mezza maratone di Piacenza del 4 marzo.

Sarà la mia prima mezza maratona, anche se non è la prima volta che ne preparo una. Quest’estate infatti mi sono allenato per la mezza di Pavia, ma mi sono infortunato a pochi giorni dalla gara (una bella tendinite al ginocchio). Questa volta voglio farcela.
I miei obiettivi sono del tutto decoubertiani:
- obiettivo 1: finire la preparazione senza altri infortuni
- obiettivo 2: arrivare in fondo ai 21 km della gara
- obiettivo 2: stare sotto 1h 45’
- obiettivo 3: stare sotto 1h 40’
Diciamo in generale che va bene tutto, ma mi piacerebbe molto avvicinarmi il più possibile a 1h 35’.
Bene. In bocca al lupo a me e (se avete voglia) stay tuned.