Interista, runner e blogger. Project Manager e Social Media Analyst per Zodiak Active. In love with @lale_87. La culpa l'è la mìa.

Corsa sotto zero

La corsa non è fatta soltanto di lunghe passeggiate nelle prime assolate e tiepide mattine di aprile, o di scampagnate sulle colline nelle domeniche di maggio.

La corsa è fatta di tanti chilometri nelle ore centrali delle fredde giornate di gennaio e febbraio.

E’ questa secondo me la differenza tra chi corre per hobby e chi corre perché è nato per non stare mai fermo.

Se in questi giorni di freddo eccezionale a tutte le latitudini avete incontrato qualcuno per strada con scarpe da running e tutine aderenti, bhè, non si tratta di matti sciroccati che per vanità sfidano temperature siberiane per buttare giù la pancetta. Loro sono i veri runner. Bhè, posso dire, noi siamo i veri runner.

La settimana scorsa (venerdì e domenica) mi sono immerso nella aria fredda di questo periodo per portare avanti la mia preparazione alla mezza maratona di Piacenza. Venerdì ho corso per un’ora a una temperatura che non è mai salita sopra ai -5°, mentre domenica è stata quasi un’ora e 15 minuti a una temperatura solo di un paio di gradi superiore.

Come è stato? Fantastico. Venerdì è stata la prima giornata di sole dopo una copiosa nevicata e il sole riflesso dalla neve era veramente abbagliante. Domenica, correndo nella campagna attorno al Po ho avuto modo di vedere scorci che conosco da quando sono nato, ma che la neve ha reso insospettabilmente belli.

Prestazioni? Ottime. Venerdì ho fatto i miei migliori 12 km senza quasi nemmeno fare fatica, mentre domenica sono riuscito a tenere un buon passo per tutto il tempo.

Domani mattina mi aspettano 18 km, a una temperatura prevista di -2°. Non vedo l’ora.

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