Interista, runner e blogger. Senior social media manager per Zodiak Active. In love with @lale_87. La culpa l'è la mìa. B.P. 21 km 1h 41' 09''
Allenarsi in posti fighi. #oltrepò #pavia #bike #triathlon #tri #WannaBeIronMan #hills

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4:09:44 #BostonMarathon - Cosa c’è, oggi, nella testa di un runner.

Chiedo scusa per la retorica, la odio anch’io. E’ che voglio scrivere due cose su quello che è successo alla Maratona di Boston.

Sì, è vero. Cose così succedono ovunque, tutti i giorni. Perché soffermarsi proprio su questo episodio? Perché le persone si immedesimano. E quando qualcosa di brutto colpisce qualcos’altro di bello che ti è anche solo vagamente familiare, o che addirittura ti sta a cuore, immedesimarsi è più facile. Non è colpa di nessuno.

Ieri sera, il runner che è in me si è immedesimato nel maratoneta che ha partecipato alla Boston Marathon. In un maratoneta che voleva stare sotto le 4 ore ma non ce l’ha fatta, perché quando arriva al traguardo il cronometro dice che è già fuori di 9 minuti, quasi 10. Ma fottesega, perché quando stai per finire una maratona ti senti il re del mondo e il padrone dell’universo. Sopra o sotto le 4 ore che sia.

Mi immedesimo perché all’arrivo, ad ogni gara che faccio, c’è sempre la mia ragazza, che si è buttata giù dal letto di domenica mattina a un’ora illegale, per essere lì ad aspettarmi.

Chi corre una maratona non lo fa per buttare giù la pancetta (per quello basterebbero molto meno di 42km) o per far strabuzzare gli occhi a chi dice “Davvero corri 40km? Io morirei dopo 1”.

Chi corre una maratona lo fa perché un giorno voleva vedere se ci riusciva, e poi ha scoperto di non riuscire a fare altro.

Sapete cosa ho fatto stamattina, cosa farò domani e cosa faranno tutti i runner del mondo? Correremo. Correremo un chilometro in più. Correremo un po’ più forte. Perché un giorno abbiamo scoperto che non sappiamo fare altro.

Ad ogni modo, le nostre paturnie da atleti della domenica non sono NULLA rispetto a quello che prova chi ieri ha perso qualcuno. L’unica risposta che possiamo dare noi è andare avanti. Essere sempre di più.

La nostra risposta è la certezza che tutti i giorni, da qualche parte nel mondo, qualcuno sta iniziando a correre.

“When I was a boy and would see scary things in the news, my mother would say ‘Look for the helpers. You will always find people helping’”

Stamattina correre era un obbligo. #BostonMarathon

Stamattina correre era un obbligo. #BostonMarathon

Don’t mess with the #Sciamannati: 76° posto alla Staffetta della #MCM2013

Alla domanda che mi viene fatta in questi giorni su come sia andata la Milano City Marathon, rispondo con un candido: “Abbiamo spaccato il culo ai passeri”.

Partiti in coda al gruppo di quasi 2000 staffette, eravamo 151esimi al primo cambio, 44esimi al secondo, 63esimi al terzo. Abbiamo chiuso al 76esimo posto. 3h 04’. Grazie e arrivederci.

76esimi su 2000. Non so se mi spiego. E a differenza degli altri, nessuno di noi è un atleta agonista professionista, nè è mai stato tesserato per una società di atletica.

Per me, terzo frazionista, best personal sui 10km in 44’ e 15”.

Detto questo, la staffetta l’avevo già fatta l’anno scorso, ma con persone che non conoscevo e mi ero comunque divertito molto. Il fatto di aver coinvolto per la staffetta di quest’anno altri 3 amici, l’ha resa la gara di corsa in cui mi sono divertito di più.

E’ un’esperienza che raccomando a qualunque runner. Anche solo per respirare il clima della maratona, senza avere l’incubo di dover fare tutti e 42 i chilometri.

#Sciamannati all’arrivo. 3h 06’ #MCM2013 #Running

#Sciamannati all’arrivo. 3h 06’ #MCM2013 #Running

Il primo Sciamannato è pronto. #Sciamannati #MCM2013 #Running

Il primo Sciamannato è pronto. #Sciamannati #MCM2013 #Running

#Sciamannati alla Milano City Marathon #MCM2013 #Running

#Sciamannati alla Milano City Marathon #MCM2013 #Running

Magliette di 10 anni fa che vengono buone per gli allenamenti di oggi. #running #rowing #instarunners #instarowers

Magliette di 10 anni fa che vengono buone per gli allenamenti di oggi. #running #rowing #instarunners #instarowers

Non è una città per runners #Stramilano

La Stramilano di ieri è stata praticamente una gara di nuoto.

Coma la Milano City Marathon dell’anno scorso.

Come probabilmente sarà, stando alle previsioni, la Milano City Marathon di quest’anno.

Ha piovuto di continuo, con frequenza variabile, ma non ci ha dato tregua. A completare il quadro, qualche bella folata di vento gelido, che ha tenuto la temperatura tra i 4 e i 6 gradi.

[Che porca vacca, al 24 marzo uno si aspetta di poter gareggiare magari in maglietta, di fare la prima gara con il pantaloncino corto. E invece, maglia termica, giacca impermeabile e guanti.]

Ostili anche i milanesi, che toccagli tutto ma se non li fai andare in giro in macchina o se non gli fai attraversare la strada quando vogliono loro sbarellano e bestemmiano Gesù bambino. Ad ogni attraversamento pedonale vedevo qualcuno buttarsi alla cieca, intralciando la gara e incazzandosi pure.

Insomma, è abbastanza chiaro che Milano rigetta il podismo. Ma tant’è…se 60.000 persone tra chi faceva la 5km, chi la 10km chi la 21km hanno deciso di correre, si corre.

In partenza con un gruppo dei Road Runner Milano (che ringrazio anche per l’ospitalità), decidiamo di non forzare e cercare di portare a casa un tempo appena decente, che viste le condizioni meteo non è cosa da poco.

Finalmente faccio una gara come si deve, senza strappare troppo all’inizio. Devo ancora scaricare i dati km per km dal Garmin, ma ho visto le medie agli intertempi. Partenza controllata, incrementato fino al 16° km dove ho avuto un po’ di difficoltà e volata finale.

1h 44’ e 39. Grazie e arrivederci.

[Resta il mistero su come sia riuscito a fare 1h e 41’ alla mia prima mezza, ormai un anno fa, visto che non mi ci sono più neanche minimamente avvicinato. Daniele Bossari e Mistero me spicciano casa.]

Ora devo recuperare bene che il 7 c’è la Staffetta. Spero di non doverla fare a stile libero.

Correre “a sensazione” #Running

Non ho mai corso così forte, non ho mai fatto allenamenti così veloci, non ho mai corso così tanto ma soprattutto non mi sono mai sentito così bene come da quando ho deciso di abbandonare tabelle, programmi, pianificazioni e minchie fruste. Che si sa che il podismo è solo questione di mettere un piede davanti all’altro.

Ogni lunedì decido più o meno quello che voglio fare, quanti allenamenti, quanti km. Fine. Non mi impongo nessun ritmo, nè forte, nè piano. Vado come mi sento, corro a sensazione. Faccio partire il cronometro e non lo guardo più fino alla fine dell’allenamento.

E’ solo una questione tra me e la strada.

Ieri mi sono preparato senza tanta voglia, sono uscito, un po’ di riscaldamento e sono partito. Dopo i primi 2km, mi sentivo bene e senza neanche accorgermene mi sono messo stabile sui 4:50 - 4:55/km.

Alla fine ho fatto 19km a 4:51/km di media. Praticamente il passo con cui ho fatto il mio BP a Piacenza ormai più di un anno fa - avendo oltretutto sulle gambe i 19km della domenica precedente anche quelli chiusi bene a 4:56, per cui in piena fase di carico.

Tutta questa accozaglia di numeri, cifre, chilometri e medie per dire: Very good feelings. Stramilano, ti apro in due come una mela.

Pro/cons evaluation in #running

Correre alle 7 del mattino con 3 gradi sotto zero ha una serie di vantaggi/svantaggi.

Quello di passare da uno stato di tepore/riposo a uno di freddo/fatica in mezz’ora è sicuramente un vantaggio. Perché ti sveglia. Fino all’ora di pranzo.

Dopo pranzo è la morte.

Ciao

Correre senza orologio

Qualcuno, prima o poi, mi dovrà spiegare perché quando corro senza controllare tempo, velocità, passo, pressione atmosferica in millibar vado molto più forte di quando invece controllo tutte ‘ste cose.

Keep calm and Keep running

La domenica sera è un momento della settimana molto particolare.

Un week-end alle spalle, una nuova settimana da affrontare, la routine da riprendere. Prepara lo zaino, i vestiti sulla sedia, ricordati tutti, punta la sveglia.

Le mie ultime domeniche sono state un po’ particolari. Io e @lale_87 stiamo cercando casa.

Se cerchi casa in una città diversa da quella in cui lavori, significa che l’unico momento disponibile per visitare gli appartamenti è il sabato, mentre la domenica tiri le somme.

Cercare casa è sfiancante. Fisicamente è come avere un secondo lavoro e mentalemente ti prosciuga le già scarse energie residue che il lavoro lascia di solito.

Perchè parlo di tutto questo proprio qui, dove di solito parlo di corsa, maratone e allenamenti? Perchè nel mese di gennaio praticamente non mi sono allenato (o mi sono allenato male). Specialmente di domenica.

Oddio, forse la forza fisica per correre 20 o 30 km ce l’avrei anche, ma non ho la testa. La mia testa, ora, è altrove.

Per questo il “Progetto Maratona” è momentaneamente tornato nel cassetto e rimandato a quando sarò mentalmente più (st)abile, a quando avrò ritrovato il mio equilibrio.

Il nuovo programma di questo inverno/primavera, prevede comunque due mezze maratone. La prima sarebbe la Stramilano del 24 marzo, la seconda la Moonlight Half Marathon a Jesolo, il 25 maggio.

Sì, perchè va bene tutto, ma se non corressi del tutto sarebbe molto peggio.

Del 2012, della mezza di Pisa, degli obiettivi 2013, della maratona di Milano e della UHM di Piacenza…

…insomma, di tutto quello che avrei dovuto scrivere in questo periodo in cui non ho più aggiornato il tumblero.

Volevo fare il figo, che faceva un post figo, in cui facevo il conto dei mille mila chilometri corsi nel 2012, per sentirmi figo, e in vece il software in cui ho diligentemente registrato i chilometri percorsi durante tutto l’anno non riesce a caricarli tutti insieme. Comunque facendo un calcolo più o meno spannometrico in fila per 6 col resto di due, riporto 1, mi sa che a 2.000 km ci sono arrivato come ridere…credo.

La cosa importante è che nel 2012 mi sono portato a casa in ordine di soddisfazione:

* Sì, nel frattempo le mezze maratone sono diventate 4. Dopo Piacenza, Vercelli e Pavia, c’è stata la mezza maratona di Pisa, su cui stendo un velo peloso. Mi sono lasciato ingolosire dalla presenza dei pacemaker dell’1h e 40” e ho voluto provare a stare sotto quel tempo e invece al nono chilometro (9°, neanche a metà, al 9°) sono scoppiato come un panetto di tritolo in mano a fondamentalista islamico a un bar mitzvah.

E niente, quindi Road to Milano City Marathon, 7 Aprile 2013. L’obiettivo minimo è arrivare alla fine. Possibilmente vivo.

La preparazione avrà alcune tappe intermedie che sono in corso di definizione. L’unica certezza dovrebbe essere (la presenza della parola “certezza” in una frase retta da un condizionale la dice lunga su quanto le mie decisioni possano essere “certezze”) la Ultra Half Marathon (che nome del cazzo) di Piacenza. Una bella 30 km che cade giusta giusta un mese prima della MCM. L’ideale.

Keep running.

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